Pierluigi Piredda - "Mimetismi"

Pierluigi Piredda, nato a Roma nel 1957, si afferma professionalmente come fotografo nei primi anni ' 80. Nella serie "Mimetismi" Piredda punta l'obiettivo analitico sulle strutture "non cartesiane" della natura. Ricerca che spingerà oltre nella serie "Prigionieri" : fossili di sentimenti e miti dimenticati.
I Mimetismi sono foto di momenti dove la "legge delle onde" riappare sfuggente in tutte le cose del mondo, giocando con il tempo per un istante o quasi immobile, e la Dea danzante è sempre elusiva, percepibile solo al secondo sguardo. " All'inizio la Dea di Tutte le Cose emerse nuda dal Caos e non trovò nulla di solido per posarvi i piedi, divise allora il mare dal cielo e intrecciò una danza sulle onde. Sempre danzando si diresse verso sud e il vento che turbinava alle sue spalle le parve qualcosa di nuovo e distinto, pensò quindi di iniziare con lui l'opera della creazione… Si voltò all'improvviso, afferrò codesto Vento del Nord e lo soffregò fra le mani: ed ecco apparire il grande serpente Ofione…" (I miti greci, R.Graves, mito 1: la creazione) primi strumenti dell'uomo sono stati la lama e il percussore, attrezzi per separare e scomporre. Le scienze si sono strutturate sulla geometria cartesiana: dalla fisica subatomica alla linguistica, si sono sviluppate lungo una linea volta alla scomposizione del mondo che ci circonda, per identificarne le strutture di base.
La storia dell'arte, contemporaneamente, ha cercato faticosamente di estrarre le basi dalle forme e dalla luce, un processo culminato con le scomposizioni cubiste e divisioniste.
Per millenni il segno della modernità è stato l'angolo retto, forma razionale per ordinare il caos, dagli accampamenti militari romani all'urbanistica moderna, dalla tessitura al microchip, dal campo arato allo schermo video. Immersi in questo mondo artificiale, strutturiamo analogamente il nostro pensiero in schemi rigidi. La natura invece ha da sempre delle forme di caos organizzato "non cartesiano": dietro la bellezza ed eleganza di certe forme, si intuisce un linguaggio segreto, mormorato appena, eppure spesso presente davanti i nostri occhi distratti; "il nome segreto di Dio è scritto sulle macchie di un giaguaro", scriveva Borges. Ma talvolta ci sono dei momenti di "conflitto": è quando in un ritmo ondoso si crea una singolarità, una sovrapposizione. E' da queste singolarità che si creano nuovi ordini: da una semplice biforcazione nasce una nuova geometria, è come l'elica del dna che si sdoppia, è la X e la Y alla base di tutte le forme viventi, dal cromosoma alla sagoma dell'omino graffito in una caverna, dagli ovuli del fregio ionico all'uovo di squalo all'ossessione per il corno di rinoceronte di Dalì.
Certi monasteri alpini avevano le mura senza angoli retti perché considerati opera del demonio; etnie "primitive" che considerano l'angolo retto un concetto ridicolo, possiedono invece capacità percettive a noi inaccessibili. Negli ultimi decenni sono nate geometrie alternative volte a nuovi modi di dare un senso al "caos", come le ricerche di Penrose su "motivi a combinazione di poligoni" (dette "pattern tiling"), o le equazioni di Mandelbrot che hanno fornito un nuovo modo di descrivere fenomeni fisici, la cosiddetta "geometria frattale". L'arte Islamica, aniconica, con le sue decorazioni "Arabogotiche", come le chiamava Savinio, diffidente dell'"horror vacui" barbarico, si è talvolta avvicinata a geometrie non-cartesiane. Ma la bellezza delle forme sfugge ad ogni formula: non ha padroni, fintamente casuale, perennemente rivoluzionaria.

Pierluigi Piredda.
Si è formato studiando Architettura e Storia dell'Arte a Roma. Dopo gli studi lavora come disegnatore architettonico, fotografo freelance a Milano, costruttore di plastici d'architettura, designer. Decide di non lavorare più con la fotografia su commissione continuandola da ora in poi esclusivamente come ricerca artistica. Inizia a lavorare sull'immagine in movimento prima come assistente poi come cameraman e Direttore della Fotografia. Continua a sviluppare e intrecciare tutte le tecniche di arti visive. Dopo cinque anni in Canada e US lavorando nel cinema torna a Roma, dove inoltre sperimenta montaggio non lineare e computer grafica dedicata agli effetti speciali specializzandosi nella confluenza fra film e digitale. Lavora principalmente come direttore della fotografia, regista pubblicitario e di documentari, e realizza inoltre centinaia di trailers di film. Contemporaneamente continua la ricerca fotografica personale, che realizza personalmente in tutte le fasi secondo un insieme di parametri di tecniche tradizionali foto chimiche, situazioni reali e nessun intervento artificiale di luce.

Dal 1998 espone fotografie o sculture soprattutto presso la galleria AOC 58 di Roma.

1977/82 Corso di laurea in architettura a Roma, la Sapienza

1980 assistente di disegno e rilievo del Prof.Arch. Giovanni Ioppolo nel rilievo architettonico del Campidoglio.

1981 realizzatore plastici per Prof.Arch. Piero Sartogo, Roma.

1983 fotografo freelance di moda e architettura, Milano

1984 Assistente tecnico di cineprese presso Panavision, Roma.

1985 realizzatore dei plastici studio architetti associati DBC, Montreal.

1985 fotografo per CN Rail, Montreal

1985/90 Da assistente operatore a Direttore della Fotografia di films, spots e docu, Montreal

1987/90 Stages di tecniche di laboratorio fotografico, Dawson college e National Film Board, Montreal

1989 Lecturer, corso di Storia dell'arte, Concordia film university, Montreal.

1990 Regista film "Point de fuite", Montreal

1991 Supervisore post-prod, Lucky Red, Roma.

1992/2004 Direttore fotografia.

1993/2002 Realizzatore trailers per le maggiori distribuzioni film, Roma.

1996/2004 Regista promo e documentari.

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